Balter

la Storia parte dal 1872 ma solo dopo il 1965, in seguito alla trasformazione della proprietà da mezzadria a conduzione diretta, le vigne vennero reimpiantate con criteri di razionalità tecnica e geometrica, tanto da realizzare un vigneto definito “giardino”, le cui uve venivano vendute o conferite a diverse Cantine di vinificazione. Da quel momento in poi la cura dei vigneti è in continuo e costante sviluppo,poi nel corso degli anni ’80 che venne maturata l’idea della costruzione della cantina di proprietà realizzata definitivamente nel 1990. La stessa venne costruita interrata sotto il vigneto alle spalle del Castelliere per un integrazione perfetta con l’ambiente circostante. Dopo pochi giorni dall’inizio degli scavi venne trovata una bomba americana non esplosa ad appena 11 metri dalla struttura. Si attese quindi il disinnesco della stessa per poter finalmente procedere con il progetto. Dopo qualche mese di lavoro la cantina fu ultimata ed ebbe inizio la nuova avventura.La Campagna dei Balter si trova a 350 m di altitudine sulla cima della collina alle spalle della città di Rovereto. I dieci ettari di vigneto sono tutti accorpati e un antico muro a secco definisce l’originale proprietà della struttura. La posizione è ottimale per la produzione viticola in quanto, pur trovandosi in altura gode di una situazione pianeggiante agevolando così il lavoro in campagna. L’esposizione a sud dei vigneti permette loro di godere dei raggi del sole dal mattino fino al tramonto senza l’ostruzione delle montagne circostanti. L’azienda si trova infatti nel mezzo della Vallagarina, ampia valle nella parte meridionale del Trentino, la quale inoltre beneficia quotidianamente dell’influsso del vicino Lago di Garda grazie al vento che ogni pomeriggio risale la valle soffiando da sud a nord, l’Ora del Garda.
I vigneti originariamente più incentrati su varietà rosse quali Cabernet Sauvignon e Schiava nel tempo hanno visto l’introduzione di vigneti a bacca bianca. Nel corso degli anni si sono succedute diverse varietà arrivando alla definizione attuale in essere dagli anni ’90 con il mantenimento di vecchi vigneti e l’introduzione in quegli anni di altri. Oggi le attenzioni sono rivolte a Chardonnay e Pinot Nero utilizzati per la produzione del metodo classico, Lagrein, Merlot e Cabernet Sauvignon per i vini rossi e Sauvignon per il bianco.La tipologia di allevamento vede l’accostarsi della tradizione trentina con le tecniche francesi. Troviamo infatti la Pergola Trentina per circa metà della campagna mentre per l’altra metà gli impianti sono stati modificati ed infittiti negli anni ’90 con l’introduzione del sistema di allevamento a spalliera (guyot e cordone speronato). Le principali motivazioni di tale scelta furono il maggior godimento e conseguente beneficio del calore del terreno sulla pianta, permettendo così di anticipare naturalmente la maturazione del Cabernet Sauvignon di circa dieci giorni; la seconda motivazione fu la volontà di incrementare la qualità delle proprie uve in quanto da quel momento sarebbero state vinificate in proprio e non più conferite.Si andò infatti ad infittire i vigneti inserendo un filare al centro di due già esistenti, duplicando praticamente il numero di piante per ettaro e si mantenne la produzione per ettaro costante. È facile intuire che ogni pianta oggi come allora viene curata di modo da limitare di molto la sua produzione potenziale, dando così grappoli concentrati e succosi.L’investimento per mettere in pratica tale scelta fu impegnativo e comportò la dotazione aziendale di macchinari che potessero lavorare tali vigneti. Il sesto di impianto è infatti di 1×1 m permettendo così ad avere fino a 10.000 piante per ettaro i cui grappoli si trovano a circa 40 cm da terra.

Ditribuito da : Vino & design